©2019 Cani&Umani di Diana Letizia e Zeina Ayache

  • Diana Letizia

Al Dog Ranch di Sassello, per vivere la libertà insieme ai cani ospiti



Sassello - Distese di verde, spazi aperti a perdita d’occhio, confini definiti ma in una vastità tale da poter consentire di provare una vera esperienza di relazione con i cani in libertà. Visto dall’alto, il Dog Ranch di Sassello, fondato da Evelina Gasperi e Erik Leotine, mostrerebbe un luogo unico nel Savonese in cui è nato un progetto che in nuce ha tutte le caratteristiche per diventare un piccolo “Territorio de Zaguates”: il più grande santuario al mondo dedicato ai cani che vivono a migliaia su una montagna del Costarica. E anche il Dog Ranch è stato fondato come quel luogo così lontano da una coppia, dando vita a un sogno che ha tutte le caratteristiche per trasformarsi in un progetto davvero innovativo in Italia nella gestione di un rifugio per cani in cui Evelina ed Erik, 34 e 40 anni e sposati da dodici, hanno investito i propri risparmi per consentire a ogni ospite di avere la possibilità di trovare adozione ma, intanto, di poter vivere la propria individualità in una libertà che insegna il diritto all'autodeterminazione di ogni cane. 


Il concetto di “parco canile”

«Il nostro è un “parco canile”: un presidio zoo antropologico in cui i cani, provenienti da situazioni di maltrattamento o abbandoni di proprietà, hanno a disposizione 130 mila metri quadri in cui esprimersi in libertà e la possibilità di essere seguiti insieme a chi vorrà farli entrare nella propria vita in un percorso che è frutto di un incontro tra le necessità dell’una e dell’altra specie», spiega Erik, mentre Evelina cammina affiancata da Tao, Leo, i gemelli Kiwi e Chanel, Perla, Zelda e altri amici. Compagni di passeggiate e avventure con cui stanno condividendo un cammino che in realtà attraversa il tempo e che parte dal sogno di suo padre: «Sono nata guardando un cane dalla culla, si chiamava Tim. Mio padre, che purtroppo non c’è più, voleva aprire una pensione e quando Erik e io ci siamo conosciuti, 14 anni fa, abbiamo deciso di fare di quel suo desiderio un progetto di vita, trasformandolo in un luogo però dove non vi fosse la struttura tipica del canile: le sbarre e i box creano stress e non aiutano i cani a superare le difficoltà di un approccio sbagliato che avviene, in realtà, da parte degli esseri umani».


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