• Diana Letizia

Dalle pitture rupestri alla prima foto su Instagram: così i cani hanno cambiato la società


Nello scatto, accanto a un piede, si vede il muso di un cane. Il volto simpatico e gli occhi curiosi puntati verso uno smartphone da cui inizierà la storia di uno dei Social network più diffusi nel mondo. Dall’altra parte dello schermo c’è Kevin Systrom, che diventerà il CEO di Instragram. Il piede è della sua fidanzata e sono in vacanza in Messico.

Di questa foto, comparsa qualche mese prima del lancio ufficiale avvenuto nell’ottobre del 2010, si sanno alcune cose e tanto è stato già scritto. E’ stata principalmente oggetto di curiosità, ricerche e analisi legate all’aspetto tecnologico e tecnico di uno strumento che poi ha decisamente modificato le relazioni umane. Ancora più importante, però, è ciò che è accaduto a livello culturale da quella immagine in poi.

Mentre ancora si discute tra “nerd” se sia stato effettivamente il primo scatto in assoluto a comparire su quella che all’epoca si chiamava “Codename”, ciò che è acclarato è che quella foto ha dato il via a un cambio radicale delle abitudini nella vita quotidiana a livello globale rispetto alle relazioni interpersonali, con il lancio di un’App che dalla “vita digitale” ha invaso la sfera reale e viceversa. Determinando poi uno stravolgimento nel modo di rapportarsi tra gli esseri umani, tanto che Instagram si è poi trasformata in uno strumento che è andato ben oltre le intenzioni dei fondatori che avevano dato vita a un Social il cui scopo era la condivisione di fotografie lì dove Facebook era abbastanza carente, all’epoca, da questo punto di vista.

Chi era il cane nella prima foto postata su Instagram?

Nell’anno del decennale quel muso però racconta anche altro e parla di un rapporto unico tra due specie che va avanti da migliaia di anni. In realtà, però, del vero protagonista dell’immagine si sa poco. “Eravamo in vacanza in Messico e decisi che volevo migliorare l’applicazione dei filtri e così scattai la foto di quel cane vicino a un bancone di taco”. E’ questa la frase che viene sempre riportata in vari siti, italiani e stranieri, che citano le parole di Systrom quando gli è stato più volte chiesto di raccontare la genesi della nascita della sua App. Una ricerca più specifica su quel quattrozampe, invece, lascia perplessi sulla certezza diffusa che si trattasse di un randagio, lì dove il collare che si intravede fa pensare a un cane che comunque potesse avere un umano di riferimento. Altre foto, poi, che nel tempo si sono succedute nel profilo del fondatore di Instagram, hanno spesso mostrato il cane di famiglia. Ma Dolly, questo il suo nome, sembra essere arrivata nella vita di Systrom dopo quello scatto in Messico e probabilmente la sua presenza fissa nello stream del fondatore ha poi generato confusione rispetto a quel primo scatto, tanto che in altri link si trovano riferimenti al cane messicano che viene indicato della razza di Dolly, un Golden Retrivier

Dalle pitture rupestri agli egizi e i romani fino a Instagram: così un cane è simbolo ancora del rapporto unico tra cani e umani

Lì dove la ricerca si ferma dunque di fronte alle poche informazioni reperibili sul Web, in realtà l’aspetto che qui si intende mettere in rilievo è che ancora una volta è un cane a rappresentare per gli esseri umani un soggetto degno di diventare simbolo di un nuovo elemento della nostra evoluzione, in realtà costantemente condivisa con un’altra specie.

Il cane postato su Instragram è, infatti, ennesimo emblema di un grande cambiamento nei costumi degli esseri umani che ci mostra però puntualmente quanto il legame stretto con i cani sin dagli albori della nostra specie, ancora oggi, sia fondamentale. Una relazione che è quasi data per “scontata”, tanto da non aver determinato appunto ricerche o altre domande su chi davvvero fosse. Eppure la storia ci insegna che il rapporto con i cani ha da sempre cambiato il nostro modo di vivere come homo sapiens e non ha contribuito solo a modificare il comportamento dell’animale ma anche il nostro, come del resto etologi e antropologi moderni in tanti studi hanno evidenziato negli ultimi anni secondo teorie che parlano appunto di co-evoluzione delle due specie.


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L'articolo completo online sul sito de Il Secolo XIX


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©2019 Cani&Umani di Diana Letizia e Zeina Ayache