• Diana Letizia

I randagi comprendono i nostri gesti: la ricerca sulle capacità cognitive e emozionali dei cani



I cani comprendono i nostri gesti. Tutti: anche i randagi che non hanno mai avuto contatti stretti con gli esseri umani hanno una predisposizione a capire determinate indicazioni senza che vi sia bisogno di alcun "addestramento".


E' il risultato di una ricerca condotta dall’Istituto indiano di Educazione e ricerca scientifica di Calcutta, pubblicato sulla rivista Frontiers in Psychology (qui la review completa in inglese). Lo studio si basa sull’analisi del comportamento dei randagi di diverse città indiane, ai quali i ricercatori hanno avvicinato due ciotole, indicandone solo una. Circa il 50%degli animali ha scelto di non avvicinarsi (i ricercatori suggeriscono che la motivazione sia da rintracciare in precedenti esperienze traumatiche con gli esseri umani) ma circa l’80 per cento dei restanti ha interpretato correttamente il segnale, avvicinandosi alla ciotola indicata.


L'introduzione della ricerca


«I cani sono una delle specie più comuni che si trovano come animali domestici e vi è un'ampia ricerca sulla loro socializzazione con gli umani. Uno degli argomenti più importanti sulla cognizione del cane riguarda la loro capacità di comprendere e rispondere ai gesti degli esseri umani quando indicano qualcosa. Le notevoli capacità sociocognitive dei cani da compagnia, mentre interagiscono con gli umani, sono abbastanza riconosciute. Tuttavia, gli studi riguardanti i randagi sono molto carenti. Le interazioni di questi cani con l'uomo sono piuttosto complesse e multidimensionali. Per la prima volta, abbiamo testato 160 randagi adulti per capire la loro capacità di seguire indicazioni complesse degli esseri umani usando segnali di puntamento distali, sia dinamici che momentanei. Abbiamo scoperto che questi cani sono in grado di seguirli per individuare ricompense di cibo nascoste. Tuttavia, circa la metà della popolazione testata ha mostrato una mancanza di interesse a partecipare anche dopo aver familiarizzato con successo con il setup sperimentale. Un'ispezione più ravvicinata ha rivelato, però, che ciò sia dovuto a stati comportamentali ansiosi degli individui. Infine, abbiamo confrontato i risultati utilizzando i dati di uno studio precedente. Abbiamo scoperto che i randagi seguono gli indizi distali in modo più accurato rispetto all'indicazione prossimale. Partiamo dal presupposto che le esperienze di vita con gli esseri umani probabilmente modellano le personalità dei cani, che a loro volta influenzano la loro reattività ai gesti comunicativi umani».


L'articolo completo su Il Secolo XIX


23 visualizzazioni

©2019 Cani&Umani di Diana Letizia e Zeina Ayache