• Zeina Ayache

La bellezza nel cane: come scegliere quello giusto per noi (e per lui)



Specchio specchio delle mie brame, chi è il più bello del reame?

Aspe, non ho sentito… mi avvicino meglio: dicevi?

Ah… non io perché non sono di razza?

Va beh, sti cazzi!


Molte volte, forse troppe, capita di sentir dire che un cane è stato scelto in base al suo aspetto estetico e che, a conti fatti, a livello comportamentale però ‘è un disastro’. Ma perché? In pratica quando abbiamo deciso chi sarebbe stato il nostro compagno di vita a quattro zampe, ci siamo soffermati sulla sua apparenza, rendendoci poco conto della sua sostanza, ma soprattutto non abbiamo compreso quanto realmente la sua sostanza avrebbe influenzato le nostre giornate molto più della sua bellezza.


Eh sì, perché purtroppo ciò che a volte non prendiamo in considerazione è che le razze non sono nate per scopi estetici, bensì per scopi lavorativi.


Perché i cani, prima ancora di essere belli o brutti, grassi o magri, alti o bassi, sono individui con una loro personalità e con desideri particolari che cambiano moltissimo a seconda della razza o degli incroci di razza.


E proprio questi desideri influenzano il loro comportamento al punto da dirci con anticipo se lo stile di vita che abbiamo pensato per il nostro cane ci porterà anche: buchi nei muri, fango ovunque, cadaveri di prede al parco, spalle slogate, grande senso di abbandono, inquinamento acustico e moltissime altre pessime esperienze che sono il frutto della nostra mancata attenzione in fase di scelta.


Scegliere per l’estetica non è un errore imperdonabile, perché alla fine può anche andarci (e andargli) bene, però è evitabile.


Come possiamo allora scegliere il cane giusto per noi (e per lui)?


Il mio consiglio è quello di chiedere aiuto ad un educatore cinofilo, può sembrare assurdo, ma come per la salute, ‘prevenire è meglio che curare’.

Facciamo un bell’elenco delle cose che vorremmo fare con il nostro cane, di quelle che non vorremmo fare con lui, di cosa ci aspettiamo, ma, soprattutto, della vita che possiamo offrirgli: questo, per esempio, ci aiuterà ad escludere un maremmano in centro a Milano o un Chihuahua sulle Dolomiti.


Perché è così importante?

La selezione che abbiamo fatto in passato per portare alla standardizzazione delle razze ha fatto sì che i cani diventassero dei lavoratori specializzati, certo con caratteristiche estetiche specifiche, ma pur sempre finalizzate al loro mestiere: un Terranova ama l’acqua e ha le zampe palmate perché è ‘fatto’ per lavorare in acqua, un Maremmano ama stare sdraiato ed è fisicamente resistente perché deve difendere il gregge dai lupi, un Bassotto è lungo e cazzuto (a livello caratteriale si intende), va beh dai impavido, perché deve ficcarsi nelle tane dove si trovano le prede.


E i meticci? Lo stesso discorso vale per loro perché in fondo sono un mix di razze. Bisogna solo capire quali, e a volte è davvero complesso! Ma si può fare.


Insomma, quando scegliamo un cane non limitiamoci al suo aspetto esteriore, ma cerchiamo di capire quale cane possa essere in linea con la vita che possiamo e vogliamo offrirgli: questo ci permetterà di vivere tutti più sereni e soddisfatti.


E smettiamola anche di giudicare i cani per la loro bellezza. Certo, facendolo ogni giorno tra noi esseri umani, farlo con i cani è ancora più scontato. Allora forse è giunto il momento di renderci conto che davvero la bellezza è negli occhi di chi guarda, ma soprattutto di cosa guarda, e dove: dentro o fuori?

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©2019 Cani&Umani di Diana Letizia e Zeina Ayache