• Diana Letizia

“Il cane a 360 gradi”: risposte scientifiche per provare a capire il vostro compagno di vita

Intervista a Luca Spennacchio, curatore di un volume in cui ha estratto gli atti del convegno omonimo che si è svolto a Milano nel marzo 2018


Luca Spennacchio


Studiare i comportamenti e le emozioni, analizzare i tanti aspetti che mettono in relazione uomini e cani: due specie così vicine e interconnesse dalla notte dei tempi e provare a unire la ricerca scientifica al mondo della cinofilia. Mondi vicini eppure così lontani di cui fanno parte coloro che ogni giorno hanno a che fare con questo universo da diversi punti di vista ma che spesso non comunicano tra di loro. A Milano, il 10 e l’11 marzo del 2018, alcuni tra i più importanti ricercatori scientifici italiani si sono riuniti per il convegno “Il cane a 360 gradi”, organizzato dall’educatore cinofilo Luca Spennacchio e da Eleonora Metaschi, esperta in Comportamento del Cane.

Un seminario che ha visto come protagonisti esperti del settore che per la prima volta hanno provato a costruire, insieme, quello che nelle intenzioni degli organizzatori vuole essere “un ponte tra scienza e cinofilia”. Un ponte a cui sono state decisamente messe le fondamenta e che continuerà a essere costruito con l’annuncio del prossimo convegno che si terrà nel 2020. E che oggi ha già dato come risultato un libro omonimo a cura di Luca Spennacchio che è stato presentato presentato proprio a Milano mercoledì 30 gennaio nella sede dell’OIPA.


“Il Cane a 360 gradi, un ponte tra scienza e cinofilia”: perchè ha sentito l’esigenza di raccogliere quanto emerso dal convegno in un libro?


Il ponte che abbiamo iniziato a costruire tenta di unire due realtà che viaggiano parallele ma che raramente si incontrano. La ricerca scientifica è poco accessibile a chi non fa parte del circuito universitario, mentre al mondo della ricerca scientifica è difficile affacciarsi come professionisti del settore. La mia idea è quella di far sì che i ricercatori ci raccontassero effettivamente il loro lavoro: cosa studiano e cosa scoprono sui cani. E che incontrassero gli educatori e gli istruttori, i veterinari e anche le persone appassionate al mondo della cinofilia. Per chi lavora sul campo il loro punto di vista potrebbe essere strumento utile e viceversa la nostra esperienza può essere utile per chi fa ricerca. E’ un ponte che cerca il connubio tra la teoria e la pratica a beneficio di tutti.


Sono diversi gli aspetti che si affrontano nel libro. Quali sono e a chi è rivolto questo volume?


Questo libro cerca di fare il punto sulla situazione della ricerca italiana in merito al comportamento e all’etologia del cane all’alba del 2018. L’interesse era quello di raccogliere in un unico testo la situazione attuale anche per rendere noto che in Italia esistono dei ricercatori che si danno tanto da fare. La mia volontà è quella di dare voce a queste persone in maniera divulgativa, anche per spronarli ad emergere a livello comunicativo dal circuito stretto in cui sono abituati a vivere, quello accademico. Questo libro è fruibile da tutti gli appassionati della materia con una particolare inclinazione per chi intende approfondire la conoscenza per scopi professionali: istruttori, educatori ma in generale chiunque sia avvezzo allo studio di saggi, libri che riguardano il comportamento animale.


L'intervista completa sul sito de Il Secolo XIX (qui)






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