©2019 Cani&Umani di Diana Letizia e Zeina Ayache

  • Zeina Ayache

Perché il cane 'dominante' è un insicuro che ha bisogno d'aiuto



Avete presente la differenza tra 'capo' e 'leader' per noi esseri umani? Per i cani è simile. Vediamo insieme perché un cane considerato 'dominante' non è sicuro di sé, come invece ci piace credere.


Chi è un leader. Un cane leader, un 'capobranco' come spesso lo definiamo, è dotato di grandi capacità che portano gli altri a seguirlo e a fare affidamento su di lui. Ma non per fare un piacere a lui o per paura di lui. Con un cane leader, gli altri cani ricoprono ruoli definiti e riescono a svolgere le loro mansioni rendendo il gruppo forte. Un cane leader dunque non è migliore o necessariamente più potente di altri in termini fisici, anche se aiuta, ma è una figura in grado di creare armonia nel gruppo. Attenzione però. Questa armonia non è data dall'accentramento del potere, ma proprio dall'affidamento intelligente ed efficace delle competenze. Competenze individuali naturali e distinte tra i vari cani che possono trovare la propria espressione in equilibrio laddove si vive per la crescita di tutti. C'è chi si occupa di avvisare dell'arrivo di estranei, chi di scacciarli, chi procura il cibo, chi si occupa dei cuccioli.

Dove c'è un leader, ci sono ruoli, ma non c'è meglio o peggio.

Dominante o prepotente? Tutto il resto, le risse gratuite, la sottomissione costante, la prepotenza e, quindi in realtà, l'insicurezza, fanno parte delle 'doti' di un capo. Se il nostro cane mena chiunque e vuole schiacciare tutti a terra senza permettere a nessuno di esprimersi, non è un 'capobranco', non è un leader, è un soggetto che cerca il proprio posto nel mondo e che ha bisogno di noi per superare quelle insicurezze che poi, a conti fatti, lo mettono solo nella merda, dove sguazza da solo, legato ad un guinzaglio.

Gongolarci del cane attacca brighe definendolo 'dominante' è superficiale. Farsi due domande sul perché il nostro cane non sappia stare con gli altri è invece un gesto di grande umiltà e amore.


Socializzare per piacere, non per forza. E bisogna essere disposti ad accettare che non tutti sanno e vogliono stare con tutti. I cani sono animali sociali certo, ma non 'party people' alla costante ricerca di amicizie. Alcuni cani sanno essere molto selettivi, ma non per questo sono asociali, cattivi o problematici. Obbligarli a socializzare quando non vogliono, non farà altro che portarli a chiudersi in sé stessi e verso gli altri ancor di più. Tempi, luoghi e spazi determinano la loro voglia di socialità. Come accade a noi, c'è chi si esprime al meglio in gruppi ristretti, e chi in gruppi più ampi. Consideriamo inoltre che nel quotidiano i cani non hanno modo di costruire un gruppo sociale tra cani, ma quelli che incontrano sono altri cani che passeggiano nel loro stesso territorio. Possono crearsi legami, anche stretti, ma il gruppo di riferimento del nostro cane siamo noi umani. Sta dunque a noi permettergli di avere un ruolo nel quale ritrovarsi.

Leader per il nostro cane. Aiutiamo i cani dominanti a dominare le loro debolezze, solo così potremo regalare loro la serenità sociale di cui hanno bisogno. E iniziamo a farlo smettendo di confondere la prepotenza con la sicurezza. Magari poi facciamolo anche tra umani.


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