• Diana Letizia

Pets 2, cani e umani: ovvero se e quando serve un educatore cinofilo o uno psicologo



Alcuni dicono “ho un cane” e pensano di sapere esattamente come “funziona”. Come se fosse un oggetto che ti arriva con libretto di istruzioni e tutto quello che devi fare è solo “attaccare la spina”: l’umano è “il motore” e il quattrozampe una sua derivazione che senza di lui non avrebbe senso. Altri invece lo affermano quasi con paura, una sorta di ansia che fa trasparire emozioni che non riguardano l’altro ma la poca conoscenza di se stessi e il “curare” il cane diventa un’ossessione fino allo snaturarlo e umanizzarlo.


Ancora c’è chi invece ha intuito di essere in una relazione composta due individui di specie diverse che “decidono” di stare insieme, e come questa cosa debba avvenire diventa una piacevole scoperta di un mondo che si trasforma in un terreno di gioco per entrambi.

Come se non bastasse, poi ci sono quelli dall’altra parte, coloro che non hanno alcuna affinità elettiva con specie diverse dalla loro (e chissà se ce l’hanno poi con quella di appartenenza) e dicono “ha un cane” con un tono che classifica gli umani che vivono con un quattrozampe come se fossero tutti simili: una sorta di setta di malati di mente che ha fatto questa follia di camminare nella vita a sei zampe.


E invece nel mondo della cinofilia ci sono tantissimi aspetti da valutare e, quasi sempre, le problematiche nel rapporto uomo-cane non dipendono da quest’ultimo ma dal carattere del primo e da quanto sia disposto a mettersi in gioco analizzando se stesso e non solo l’altro soggetto, morfologicamente diverso da lui ma dotato di pari valore dal punto di vista dell’individualità.


A rendere più comprensibile una visione allo stesso tempo così generale ma che in realtà vorrebbe proprio invitare chi è interessato al tema a indagare maggiormente e interrogarsi nello specifico ambito della relazione tra umani e cani, ci pensa un cartone d’animazione. Anzi, ci aveva già pensato con “Pets, vita da animali e ora lo fa ancora meglio con il sequel “Pets 2” che arriverà sul grande schermo a giugno 2019 ma che è stato anticipato da un trailer semplicemente geniale (in testa a questo articolo il video in italiano).

Perché tra quelli che dicono “ho un cane” si è passato da un estremo all’altro. E’ sicuramente vero, infatti, che tanti umani hanno superato teorie vecchie nel mondo della cinofilia che si basavano su quello che sembrava essere un assioma, ovvero il concetto di dominanza. Ma è altrettanto evidente che tanti hanno ecceduto nel caricare poi gli animali di stress e condizioni di vita non affini alle loro caratteristiche di specie per motivazioni che hanno a che fare con il lato umano della coppia. Come se il “capire” l’altro diventi poi l’unica cosa importante pur di non lavorare in realtà su se stessi. E al posto di vedere l’amico che si è scelti proprio come uno specchio. Lui o lei rimane così una sorta di mistero da indagare a colpi di corsi, lezioni, seminari, incontri con esperti e “guru” del settore, passando da educatori cinofili a comportamentalisti disperati quando non possono fare quello che vorrebbero: prendersi cura, appunto, del cane.


Senza mai pensare, invece, che potrebbe essere utile andare (anche) da uno psicologo. Quello per gli umani, qualora fosse necessario precisarlo.


L'articolo originale è stato pubblicato su Il Secolo XIX

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©2019 Cani&Umani di Diana Letizia e Zeina Ayache